CARMINA BURANA
CARMINA BURANA
CONCERTI
Info

Durata: 90 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Con: Piero Gallo, Coro Città Di Roma, Gruppo Strumentale Mavra

Massimo esponente del “gruppo di Francoforte”, Carl Orff ha cercato, nella sua attività di musicista, una risposta ai problemi posti dalla disgregazione tonale della dodecafonia, elaborando un linguaggio musicale nel quale la drasticità ritmica e la ripetitività a volte ossessiva dei ritornelli melodici irretiscono quasi l’ascoltatore con freschezza inventiva e immediata vitalistica forza espressiva.
Egli considerava i Carmina Burana, eseguiti per la prima volta nel 1937, il punto di arrivo di questa ricerca nella quale danza ,canto e strumentalità contribuiscono ad un’ espressione organica d’insieme.

I Carmina Burana, per la loro schiettezza ed immediatezza di linguaggio, sono spesso eseguiti in sede di concerto e fanno ormai tradizionalmente parte del miglior repertorio sinfonico-corale.

Il sottotitolo dell’opera è “Cantiones profanae cantoribus, instrumentis atque imaginibus magicis”. I testi sono tratti dalla raccolta del monastero di Benediktbeuren ( da cui il termina” burano”) demonimata dagli studiosi Codex Latinus 4660 che comprende testi goliardici dei famosi “clerici vagantes” del 1200, ispirati ad una concezione pagana della vita, inneggianti al vino ed all’amore. Sono scritti in un misto di basso latino, tedesco medievale e con altre lingue volgari come il provenzale.

La composizione è divisa in un prologo e tre parti. Nel prologo la meditazione sulla volubilità della dea Fortuna che, distribuendo ciecamente il bene ed il male, conduce le vicende del mondo. La prima parte inneggia alla primavera, festa della vita e dell’amore. La seconda, che ha un’ispirazione nettamente goliardica e realistica: in essa i bevitori si lamentano, imprecano, inneggiano alle gioie della carne e del vino bevuto senza risparmio. La terza parte canta i giochi d’amore ed i sentimenti che li accompagnano, descritti con finezza secondo schemi che ricordano molto i modi del corteggiamento trobadorico. Quando, finalmente conquistata, la fanciulla cede alle profferte del baritono, un coro di largo e grandioso respiro leva un inno di lode a Venere, splendida dea dell’amore. La ripresa del tema iniziale conclude il brano con l’idea della Fortuna.

90 min

Lingua: Italiano

Anno: 2026

Con: Piero Gallo, Coro Città Di Roma, Gruppo Strumentale Mavra

Massimo esponente del “gruppo di Francoforte”, Carl Orff ha cercato, nella sua attività di musicista, una risposta ai problemi posti dalla disgregazione tonale della dodecafonia, elaborando un linguaggio musicale nel quale la drasticità ritmica e la ripetitività a volte ossessiva dei ritornelli melodici irretiscono quasi l’ascoltatore con freschezza inventiva e immediata vitalistica forza espressiva.
Egli considerava i Carmina Burana, eseguiti per la prima volta nel 1937, il punto di arrivo di questa ricerca nella quale danza ,canto e strumentalità contribuiscono ad un’ espressione organica d’insieme.

I Carmina Burana, per la loro schiettezza ed immediatezza di linguaggio, sono spesso eseguiti in sede di concerto e fanno ormai tradizionalmente parte del miglior repertorio sinfonico-corale.

Il sottotitolo dell’opera è “Cantiones profanae cantoribus, instrumentis atque imaginibus magicis”. I testi sono tratti dalla raccolta del monastero di Benediktbeuren ( da cui il termina” burano”) demonimata dagli studiosi Codex Latinus 4660 che comprende testi goliardici dei famosi “clerici vagantes” del 1200, ispirati ad una concezione pagana della vita, inneggianti al vino ed all’amore. Sono scritti in un misto di basso latino, tedesco medievale e con altre lingue volgari come il provenzale.

La composizione è divisa in un prologo e tre parti. Nel prologo la meditazione sulla volubilità della dea Fortuna che, distribuendo ciecamente il bene ed il male, conduce le vicende del mondo. La prima parte inneggia alla primavera, festa della vita e dell’amore. La seconda, che ha un’ispirazione nettamente goliardica e realistica: in essa i bevitori si lamentano, imprecano, inneggiano alle gioie della carne e del vino bevuto senza risparmio. La terza parte canta i giochi d’amore ed i sentimenti che li accompagnano, descritti con finezza secondo schemi che ricordano molto i modi del corteggiamento trobadorico. Quando, finalmente conquistata, la fanciulla cede alle profferte del baritono, un coro di largo e grandioso respiro leva un inno di lode a Venere, splendida dea dell’amore. La ripresa del tema iniziale conclude il brano con l’idea della Fortuna.
ACQUISTA ora il tuo posto in 1^ fila,cliccando sul tasto INFO verrete indirizzati sulla pagina Ciaotickets.
Oppure passa presso il botteghino del teatro.
Domenica 29/11/2026
Cinema Teatro Manzoni - Cassino
Torna alla selezione evento
Posti
Torna alla mappa
Seleziona un orario
Reset
Reset
Posti selezionati
Categorie
Posti selezionati
Categorie
I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.