ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS
Durata: 150 min
Lingua: Italiano
Regia: Roberto Valerio
Anno: 2026
Con: Claudio “Greg” Gregori
Durante l’inverno del 1934, una valanga spezza il silenzio delle montagne e intrappola il leggendario Orient Express in un deserto di ghiaccio. Il treno, immobilizzato in un paesaggio di neve e silenzio, diventa uno spazio chiuso e sospeso. Nel cuore della notte, un ricco passeggero americano viene ritrovato brutalmente assassinato nella
sua cabina: molte coltellate, nessuna traccia nella neve, nessuna via di fuga.
Tra i viaggiatori si trova Hercule Poirot, il celebre detective belga, interpretato da Claudio “Greg” Gregori, costretto a confrontarsi con uno dei casi più complessi e destabilizzanti della sua carriera.
Attraverso una serie di interrogatori serrati, Poirot ricostruisce un intricato mosaico di testimonianze, contraddizioni e false piste. Le identità si sfaldano, le versioni dei fatti si moltiplicano, e ciò che inizialmente appare come un semplice delitto si rivela progressivamente come l’esito di una vicenda collettiva, in cui responsabilità individuali e colpe condivise si sovrappongono. Il treno si trasforma così in una vera e propria gabbia morale, un luogo in cui la verità non è mai univoca e la giustizia si rivela problematica e ambigua.
Nel corso dell’indagine, Poirot è chiamato non solo a risolvere un enigma perfetto dal punto di vista logico, ma anche a prendere posizione di fronte a una verità che mette in crisi i principi stessi su cui si fonda il suo metodo investigativo. La rivelazione finale, inattesa e sconvolgente, costringe il detective, e con lui lo spettatore, a
interrogarsi sul confine sottile che separa la legge dalla giustizia, la colpa dalla punizione, la vendetta dal riscatto.
La regia di Roberto Valerio costruisce un dispositivo scenico immersivo e fortemente evocativo, in cui il treno diventa un organismo vivo che trattiene i personaggi e li mette a nudo, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza di tensione continua fino all’ultimo, decisivo svelamento.
Assassinio sull’Orient Express si configura così come un thriller teatrale elegante e implacabile, capace di trasformare un enigma poliziesco in una riflessione profonda sulla responsabilità collettiva e sul senso stesso della giustizia.
150 min
Lingua: Italiano
Regia: Roberto Valerio
Anno: 2026
Con: Claudio “Greg” Gregori
Durante l’inverno del 1934, una valanga spezza il silenzio delle montagne e intrappola il leggendario Orient Express in un deserto di ghiaccio. Il treno, immobilizzato in un paesaggio di neve e silenzio, diventa uno spazio chiuso e sospeso. Nel cuore della notte, un ricco passeggero americano viene ritrovato brutalmente assassinato nella
sua cabina: molte coltellate, nessuna traccia nella neve, nessuna via di fuga.
Tra i viaggiatori si trova Hercule Poirot, il celebre detective belga, interpretato da Claudio “Greg” Gregori, costretto a confrontarsi con uno dei casi più complessi e destabilizzanti della sua carriera.
Attraverso una serie di interrogatori serrati, Poirot ricostruisce un intricato mosaico di testimonianze, contraddizioni e false piste. Le identità si sfaldano, le versioni dei fatti si moltiplicano, e ciò che inizialmente appare come un semplice delitto si rivela progressivamente come l’esito di una vicenda collettiva, in cui responsabilità individuali e colpe condivise si sovrappongono. Il treno si trasforma così in una vera e propria gabbia morale, un luogo in cui la verità non è mai univoca e la giustizia si rivela problematica e ambigua.
Nel corso dell’indagine, Poirot è chiamato non solo a risolvere un enigma perfetto dal punto di vista logico, ma anche a prendere posizione di fronte a una verità che mette in crisi i principi stessi su cui si fonda il suo metodo investigativo. La rivelazione finale, inattesa e sconvolgente, costringe il detective, e con lui lo spettatore, a
interrogarsi sul confine sottile che separa la legge dalla giustizia, la colpa dalla punizione, la vendetta dal riscatto.
La regia di Roberto Valerio costruisce un dispositivo scenico immersivo e fortemente evocativo, in cui il treno diventa un organismo vivo che trattiene i personaggi e li mette a nudo, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza di tensione continua fino all’ultimo, decisivo svelamento.
Assassinio sull’Orient Express si configura così come un thriller teatrale elegante e implacabile, capace di trasformare un enigma poliziesco in una riflessione profonda sulla responsabilità collettiva e sul senso stesso della giustizia.
• prelazione vecchi abbonati fino al 14 agosto
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